Spostare un tramezzo non è un abuso edilizio: il TAR demolisce l’ordinanza, non la casa
TAR Sicilia, Palermo, Sezione Quinta, sentenza 5 gennaio 2026 n. 27. Un Comune ordina di abbattere un bagno e due porte interne. Il giudice annulla tutto e condanna l’ente a pagare le spese. Il problema non è la sentenza, che era scontata. Il problema è che un cittadino abbia dovuto fare due anni di causa per sentirsi dire una cosa che sta scritta, nera su bianco, nel Testo unico dell’edilizia. Il caso: un bagno, due porte, novanta giorni per demolire I fatti stanno in tre righe. Una signora, proprietaria di una abitazione su più livelli, sposta di qualche centimetro le tramezzature del secondo piano per ricavare il servizio igienico in un vano adiacente, chiude una porta interna e ne apre un’altra in corrispondenza della scala. Nessuna opera strutturale. Nessuna modifica di sagoma, prospetti o volumetria. Nessun aumento di superficie utile. Nessuna nuova unità immobiliare. La destinazione d’uso resta quella che era, residenziale. Il Comune di Isola delle Femmine, dopo un sop...