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Visualizzazione dei post da gennaio, 2026

Sanatorie comunali 2026: opportunità operative e nodi contabili da governare

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  di Claudio De Pasquale Con la manovra finanziaria 2026 il legislatore ha riaperto il tema delle definizioni agevolate in ambito locale, attribuendo ai Comuni la possibilità di intervenire su una platea ampia di entrate, sia tributarie sia patrimoniali. Non si tratta di un automatismo: l’attivazione delle misure è rimessa a specifiche deliberazioni regolamentari, da adottare con il parere dei revisori e nel rispetto degli equilibri di bilancio. Il punto di attenzione principale riguarda la tenuta contabile. Ogni scelta di riduzione o cancellazione di sanzioni e interessi deve essere valutata in relazione agli accantonamenti già effettuati, in particolare al Fondo crediti di dubbia esigibilità. Un utilizzo disinvolto della sanatoria rischia di creare disallineamenti tra crediti iscritti e riserve accantonate, con effetti potenzialmente critici sui saldi. Sul piano sostanziale, la disciplina consente di intervenire sulle componenti accessorie dei tributi locali, lasciando intatta...

Agevolazioni “Prima Casa”, diritti reali e limiti applicativi: cosa deve sapere davvero il contribuente

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  di Claudio De Pasquale - Presidente APPC Catania Nel panorama immobiliare italiano, il tema delle agevolazioni “prima casa” continua a generare dubbi, soprattutto quando il contribuente possiede — o ritiene di possedere — diritti su altri immobili. La normativa è chiara nei principi, ma complessa nelle applicazioni pratiche. Ecco un quadro aggiornato e utile per orientarsi. Che cosa impedisce davvero l’agevolazione “prima casa”? La legge prevede che, per beneficiare delle agevolazioni, l’acquirente non deve essere titolare , su tutto il territorio nazionale, di un’altra abitazione acquistata con i benefici “prima casa”. Inoltre, nel Comune in cui si trova l’immobile da acquistare , non deve possedere: proprietà usufrutto uso abitazione nuda proprietà (solo se acquistata con agevolazioni) Questo significa che anche un diritto di abitazione su un altro immobile nello stesso Comune può essere ostativo, benché spesso il contribuente non ne percepisca la portata. È possibile acquista...

Rinuncia abdicativa alla proprietà: cosa è cambiato e che fare (breve vademecum per soci APPC)

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  di Claudio De Pasquale , Presidente APPC Città Metropolitana di Catania La rinuncia abdicativa è consiste nella possibilità di rinunciare ad un bene ai sensi dell'articolo 827 del codice civile. Tale rinuncia costituisce un diritto. Molti si chiedono se sia possibile rinunciare ad un bene in condizioni vetuste, anche alla luce della recente legge di Bilancio che ha introdotto delle restrizioni. Noi proponiamo una nostra interpretazione. Negli ultimi anni si è aperto un dibattito rilevante sul destino degli immobili che, per vetustà, stato di abbandono o gravi problemi strutturali, rappresentano un peso economico e giuridico per i proprietari, in particolare nei centri storici e nei casi di successioni ereditarie. Il tema è quello della cosiddetta rinuncia abdicativa alla proprietà immobiliare. Il punto di partenza è rappresentato dalla sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 23093 del 2025, che ha chiarito come la proprietà di un immobile possa essere validament...