Sanatoria edilizia 2026: APPC Catania rilancia il dibattito tecnico e civico sulla Legge 326/2003

di Settimo De Pasquale - APPC Catania 

Le notizie ad oggi. Nel pacchetto di emendamenti alla legge di Bilancio 2026 è stata inserita una proposta di sanatoria edilizia nazionale, ispirata al primo condono del 1985, ma circoscritta a interventi minori e senza incremento di volumetrie. L’iniziativa, promossa da deputati di Fratelli d’Italia, mira a regolarizzare opere ultimate entro il 30 settembre 2025, come portici, tettoie, balconi, logge e ristrutturazioni prive di titolo abilitativo.



Contenuto dell’emendamento

L’emendamento prevede:

  • Regolarizzazione di opere accessorie e pertinenziali, purché ultimate entro il 30 settembre 2025.

  • Esclusione delle nuove costruzioni abusive e degli immobili in aree vincolate privi di autorizzazione paesaggistica.

  • Estensione territoriale nazionale, superando l’ipotesi precedente limitata alla Campania.

  • Procedura ispirata al condono 1985, con verifica catastale e criteri di priorità.

In parallelo, altri emendamenti impongono ai Comuni di definire entro il 31 marzo 2026 le pratiche pendenti relative ai condoni 1985, 1994 e 2003, con l’obiettivo di ridurre l’arretrato amministrativo e uniformare le istruttorie.

Il nodo della Legge 326/2003

APPC Catania raccoglie l’eredità del Comitato326, nato per dare voce ai cittadini che hanno presentato domanda di condono ai sensi dell’art. 32 della Legge 326/2003. In molte realtà locali, l’applicazione della norma è risultata difficoltosa, soprattutto per le interpretazioni divergenti sui vincoli ambientali.

C'è il pericolo serio che tali difficoltà siano estese all'attuale proposta di condono edilizio, creando ancora una volta un nulla di fatto, solo confusione per la parte privata e pubblica. 

La legge 326/2003  si esprime in modo ambiguo: a differenza dei condoni precedenti (legge 47/85 e 724/94), non chiarisce se sia possibile condonare in aree vincolate, anche quando l’edificio rispetta le condizioni di compatibilità e il cittadino ha versato l’oblazione. Questa confusione ha portato molte amministrazioni e sentenze a negare la sanatoria, generando disparità di trattamento e frustrazione diffusa.

APPC Catania ritiene che:

  • L’abusivismo edilizio non sia sempre frutto di delinquenza, ma di una normativa urbanistica incapace di rispondere alle esigenze sociali, soprattutto nelle regioni più povere. Spesso la disperazione, l'esigenza di un tetto sulla testa, di una stanza in più,  ha costretto alcuni cittadini  a fare da se.

  • Ogni opera debba nascere da regolari permessi, ma il legislatore deve riconoscere le situazioni consolidate e compatibili. Ad esempio vi sono milioni di fabbricati regolarmente accatastati, d'ufficio o d'obbligo, per i quali si pagano i tributi e le imposte, che sono rimasti abusivi, dal punto di vista urbanistico.

  • Nelle aree vincolate si può costruire a determinate condizioni: demolire edifici compatibili è illogico e ingiusto.  E' assurdo emanare una legge che non consenta di condonare anche se vi è il presupposto della compatibilità ambientale. Ad esempio milioni di pratiche presentate in base  all'ultimo condono edilizio, pur con adesione e pagamento oblazione, sono inevase proprio a causa delle incongruenze legislative. 

Proposte operative

APPC Catania si propone come luogo di incontro per tecnici, amministratori e cittadini, con l’obiettivo di:

  • Fare chiarezza sulla Legge 326/2003 e sulle sue applicazioni.

  • Elaborare documenti e proposte da sottoporre al legislatore per correggere le ambiguità normative, ovvero, per ampliare la portata della norma.

  • Promuovere una riflessione civica sull’abusivismo e sulla necessità di una riforma urbanistica equa e funzionale.

In questa fase, l’associazione opererà anche tramite blog e canali digitali, raccogliendo opinioni, materiali e contributi volontari. L’iniziativa è totalmente gratuita e fondata sul volontariato.

Domande frequenti (FAQ)

1. Quali opere potrebbero rientrare nella sanatoria 2026? Portici, tettoie, balconi, logge, interventi di risanamento o ristrutturazione privi di titolo, purché non abbiano generato nuovi volumi.

2. Sono sanabili le nuove costruzioni abusive? No, l’emendamento esclude esplicitamente le nuove costruzioni abusive. Sul punto APPC-Catania, ritiene che si debba aprire una riflessione.

3. È possibile condonare in aree vincolate? Solo se l’immobile rispetta le condizioni di compatibilità e dispone delle autorizzazioni paesaggistiche. La legge 326/2003 è ambigua su questo punto, APPC Catania chiede chiarezza normativa.  

4. Cosa succede alle pratiche pendenti dei condoni precedenti? L’emendamento impone ai Comuni di concludere le istruttorie dei condoni 1985, 1994 e 2003 entro il 31 marzo 2026: questo è impossibile, se la norma non chiarisce sulle questioni vincolistiche. 

5. Come posso contribuire alla discussione? Attraverso il blog APPC, inviando opinioni, materiali tecnici e proposte. L’associazione raccoglie contributi volontari e promuove documenti da sottoporre al legislatore.

6. APPC Catania chiede un nuovo condono? No. APPC chiede chiarezza, equità e coerenza normativa. Il condono non deve essere uno strumento di liberalizzazione, ma di razionalizzazione e giustizia amministrativa. Utile una riapertura dei termini dei condoni già emanati, con i dovuti correttivi, ciò per giustizia sociale. 

7. APPC offre assistenza? SI. Al momento APPC Catania, tramite tecnici convenzionati può predisporre la domanda di sanatoria ai sensi del DPR 380/2001 art. 36 e 36/bis (salva-casa) , quindi limitatamente agli interventi compatibili con la normativa edilizia ed urbanistica. Per presentare le istanze in base alla nuova proposta bisognerà attendere l'approvazione della Legge. 


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