Perché oggi essere piccoli proprietari è diventato un percorso a ostacoli — e cosa chiediamo come APPC‑Catania
di Claudio De Pasquale, Presidente APPC‑Catania
Negli ultimi anni la figura del piccolo proprietario è stata rappresentata in modo distorto, come se fosse un soggetto privilegiato. La realtà quotidiana che osserviamo sul territorio è completamente diversa. Il piccolo proprietario è spesso una persona che ha ereditato un immobile, che ha investito i risparmi di una vita, che mantiene una casa per i figli o che integra una pensione insufficiente attraverso un affitto.Nonostante ciò, questa categoria è diventata una delle più penalizzate da burocrazia, incertezza normativa e pressione fiscale.
1. Una normativa instabile e difficile da interpretare
Ogni anno vengono introdotti nuovi adempimenti, nuove responsabilità e nuove sanzioni. Il piccolo proprietario non dispone di strutture tecniche o legali dedicate e deve orientarsi in un sistema che spesso risulta poco chiaro persino per gli operatori del settore.
Come APPC‑Catania ribadiamo che non si può pretendere dal cittadino ciò che lo Stato stesso non riesce a spiegare in modo univoco.
2. Una pressione fiscale tra le più alte in Europa
L’Italia è uno dei pochi Paesi in cui la casa è tassata anche quando non produce reddito. A questo si aggiungono costi di manutenzione sempre più elevati, tempi della giustizia civile che scoraggiano l’affitto e assenza di tutele efficaci contro la morosità.
3. Manutenzione e responsabilità: costi in aumento e informazioni poco chiare
Il proprietario deve affrontare un mercato dei materiali instabile, listini incoerenti, normative tecniche interpretate in modo diverso da comune a comune e responsabilità crescenti su impianti, certificazioni e conformità.
APPC‑Catania rileva quotidianamente quanto il piccolo proprietario sia lasciato solo davanti a un sistema che non garantisce trasparenza né uniformità.
4. Le nostre richieste: una riforma strutturale, non interventi provvisori
Come associazione chiediamo da tempo:
- una fiscalità equa e stabile
- tutele reali per chi affitta
- norme tecniche chiare e applicabili in modo uniforme
- incentivi che non cambino continuamente
- un dialogo diretto e costante tra istituzioni e associazioni di categoria
Non chiediamo privilegi. Chiediamo normalità, certezza e rispetto.

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