Sanatoria dei tributi locali anticipata nella manovra 2026

Di Claudio De Pasquale - APPC


Con la legge di bilancio 2026 viene introdotta una misura straordinaria per facilitare la regolarizzazione dei tributi locali, anticipando alcuni principi della futura riforma fiscale. Gli enti territoriali avranno la facoltà di adottare regolamenti per agevolare la riscossione di crediti difficilmente esigibili, prevedendo la riduzione o l’annullamento di interessi e sanzioni.

La misura riguarda le ingiunzioni di pagamento emesse dai comuni che gestiscono direttamente la riscossione o si avvalgono di concessionari privati. Si affianca alle procedure già previste per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023.

I contribuenti potranno estinguere il debito versando solo l’importo originario del tributo, con eventuale riduzione degli interessi, entro un termine stabilito dall’ente locale, che non potrà essere inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del regolamento. L’agevolazione potrà essere applicata anche a situazioni in fase di accertamento o contenzioso.

L’obiettivo è duplice: recuperare somme altrimenti non riscuotibili e garantire una maggiore coerenza tra il trattamento fiscale delle imposte statali e locali, contribuendo alla sostenibilità finanziaria degli enti territoriali.

Rientrano nel perimetro della definizione agevolata tutte le entrate di competenza locale, escluse IRAP, addizionali e compartecipazioni ai tributi statali. Possono essere inclusi anche canoni, locazioni, sanzioni amministrative e corrispettivi per servizi pubblici.

I regolamenti comunali dovranno indicare chiaramente le modalità di adesione e prevedere l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione delle pratiche. L’adesione sarà efficace solo dopo la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente creditore e dovrà essere comunicata al Ministero dell’Economia e delle Finanze per finalità statistiche.

La norma impone due vincoli: la sanatoria dovrà riferirsi a periodi temporalmente delimitati e non potrà essere permanente; inoltre, sarà obbligatorio garantire la digitalizzazione delle procedure. Con questa misura il Governo avvia concretamente la riforma della fiscalità locale, promuovendo un equilibrio tra esigenze di bilancio e riduzione del contenzioso, in linea con i principi di semplificazione e trasparenza.

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