Sanatoria dei tributi locali anticipata nella manovra 2026
La misura riguarda le ingiunzioni di pagamento emesse dai comuni che gestiscono direttamente la riscossione o si avvalgono di concessionari privati. Si affianca alle procedure già previste per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023.
I contribuenti potranno estinguere il debito versando solo l’importo originario del tributo, con eventuale riduzione degli interessi, entro un termine stabilito dall’ente locale, che non potrà essere inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del regolamento. L’agevolazione potrà essere applicata anche a situazioni in fase di accertamento o contenzioso.
L’obiettivo è duplice: recuperare somme altrimenti non riscuotibili e garantire una maggiore coerenza tra il trattamento fiscale delle imposte statali e locali, contribuendo alla sostenibilità finanziaria degli enti territoriali.
Rientrano nel perimetro della definizione agevolata tutte le entrate di competenza locale, escluse IRAP, addizionali e compartecipazioni ai tributi statali. Possono essere inclusi anche canoni, locazioni, sanzioni amministrative e corrispettivi per servizi pubblici.
I regolamenti comunali dovranno indicare chiaramente le modalità di adesione e prevedere l’utilizzo di strumenti digitali per la gestione delle pratiche. L’adesione sarà efficace solo dopo la pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente creditore e dovrà essere comunicata al Ministero dell’Economia e delle Finanze per finalità statistiche.
La norma impone due vincoli: la sanatoria dovrà riferirsi a periodi temporalmente delimitati e non potrà essere permanente; inoltre, sarà obbligatorio garantire la digitalizzazione delle procedure. Con questa misura il Governo avvia concretamente la riforma della fiscalità locale, promuovendo un equilibrio tra esigenze di bilancio e riduzione del contenzioso, in linea con i principi di semplificazione e trasparenza.

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