Proroga bonus casa al 50 e 36 per cento, escluso il superbonus
Di Claudio De Pasquale - APPC
Il disegno di legge relativo al bilancio 2026 sancisce la conclusione definitiva del superbonus al termine del 2025, fatta eccezione per le aree colpite dal terremoto nel Centro Italia. In tali zone, resta attiva l’aliquota del 110% per gli interventi di ricostruzione, purché le richieste siano state presentate entro il 30 marzo 2024. Si chiude così una fase avviata nel 2020, sostituita da un sistema di detrazioni ordinarie basato su due aliquote principali: 36% e 50%, variabili in funzione della destinazione dell’immobile e della natura dell’intervento. L’aliquota più elevata, pari al 50%, è riservata alle abitazioni principali con residenza stabile, mentre per gli altri casi si applica la detrazione standard del 36%.Le agevolazioni confermate riguardano tre ambiti: l’ecobonus per il miglioramento dell’efficienza energetica, il bonus ristrutturazioni e il sismabonus. Ciascuna misura conserva specifici requisiti e modalità operative: è richiesta la comunicazione all’Enea per l’ecobonus, mentre per le altre agevolazioni è necessario effettuare il cosiddetto bonifico parlante. Tutti i benefici restano in vigore fino al 31 dicembre 2026, con una riduzione delle aliquote prevista dal 2027: 36% per le abitazioni principali e 30% per le seconde case. L’impianto normativo riflette l’intento di consolidare un regime fiscale ordinario, dopo anni di interventi eccezionali.
Viene prorogato di dodici mesi anche il bonus mobili, che consente una detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici, a condizione che siano collegati a lavori di recupero edilizio avviati dal 1° gennaio dell’anno precedente. Il beneficio si applica indistintamente a prime e seconde abitazioni. Non viene invece rinnovato il bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche, precedentemente fissato al 75%. Tuttavia, tali interventi potranno essere ricompresi nelle altre forme di detrazione previste.
Nel complesso, il quadro delineato dal Ddl bilancio 2026 segna un ritorno a un sistema di incentivi edilizi più stabile e orientato alla manutenzione e alla sicurezza. Pur restando aperta la possibilità di modifiche in sede parlamentare, l’indirizzo dell’Esecutivo mira a contenere gradualmente il peso fiscale e a semplificare il meccanismo delle agevolazioni, promuovendo un modello più sostenibile per le finanze pubbliche.

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