Legge 131/2025: nuove agevolazioni per i comuni montani e rilancio del settore casa

 di Settimo Claudio De Pasquale [Presidente APPC Catania]

La Legge 131/2025 introduce misure di sostegno strutturali per i comuni montani, con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento, incentivare la residenzialità stabile e promuovere lo sviluppo economico locale. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre ed entrato in vigore il giorno successivo, rappresenta una svolta per il comparto edilizio e per la proprietà immobiliare nelle aree interne.

Tra le novità più rilevanti, vi è la ridefinizione dei criteri di classificazione dei comuni montani e la delega al Governo per il riordino delle agevolazioni fiscali e contributive. Questo intervento normativo, atteso da anni, mira a superare frammentazioni e disomogeneità che hanno penalizzato i territori montani, soprattutto nel Mezzogiorno.

Quattro crediti d’imposta per rilanciare la montagna

La legge prevede quattro distinti crediti d’imposta, ciascuno mirato a sostenere categorie strategiche per la vitalità dei comuni montani:

  1. Personale sanitario e scolastico: agevolazioni per l’acquisto o la locazione dell’abitazione principale, destinate a chi presta servizio in comuni montani. Un incentivo concreto per garantire la presenza stabile di medici, infermieri e insegnanti.

  2. Investimenti agricoli e forestali: credito d’imposta per interventi di manutenzione del territorio, gestione sostenibile delle risorse naturali e valorizzazione delle filiere locali.

  3. Imprese giovanili: agevolazioni per l’avvio di attività imprenditoriali da parte di giovani residenti o intenzionati a trasferirsi in comuni montani. Un’opportunità per il lavoro autonomo e la microimpresa.

  4. Acquisto o ristrutturazione di abitazioni principali: misura chiave per il settore casa, che premia chi decide di stabilirsi in montagna, con incentivi per l’acquisto o il recupero edilizio dell’abitazione principale.

Le percentuali e i limiti dei crediti saranno definiti dai decreti ministeriali attuativi, con particolare attenzione ai comuni con minoranze linguistiche storiche, per i quali sono previste condizioni più favorevoli. Per quanto concerne l'ultima linea di intervento (acquisto e ristrutturazione di abitazioni principali) non pare siano stati poste riserve basate sul numero degli abitanti del comune montano. 

Focus sul settore casa: una leva per la rigenerazione

Per i proprietari immobiliari e per i tecnici del settore, il credito d’imposta per l’abitazione principale rappresenta una leva concreta per la rigenerazione del patrimonio edilizio montano. Si tratta di un incentivo che può attivare interventi di ristrutturazione, efficientamento energetico, miglioramento sismico e cambio di destinazione d’uso, in un’ottica di recupero e valorizzazione.

La misura si rivolge sia a chi acquista immobili da ristrutturare, sia a chi interviene su fabbricati già di proprietà, purché destinati ad abitazione principale. È una risposta concreta alla domanda latente di residenzialità in montagna, soprattutto da parte di giovani coppie, professionisti e nuclei familiari in cerca di qualità della vita e sostenibilità.

Quali comuni della provincia di Catania potrebbero beneficiare?

In attesa della pubblicazione dei decreti attuativi che definiranno i criteri ufficiali di classificazione, possiamo già individuare alcuni comuni della provincia di Catania che, per altitudine, morfologia e caratteristiche socio-economiche, sono candidati naturali a rientrare tra quelli agevolati.

Tra questi segnaliamo:

  • Nicolosi, Pedara, Trecastagni, Ragalna, Zafferana Etnea: comuni etnei con altitudine superiore ai 500 m, forte vocazione residenziale e turistica.

  • Bronte, Randazzo, Maletto, Linguaglossa, Castiglione di Sicilia: comuni dell’area nord-occidentale, con patrimonio edilizio da valorizzare e potenziale di sviluppo agricolo e forestale.

  • Santa Maria di Licodia, Biancavilla, Adrano: comuni pedemontani con zone montane e frazioni ad alta quota.

Oltre ai comuni etnei e dell’area nord-occidentale della provincia di Catania, meritano attenzione anche alcuni centri del Calatino Sud Simeto, storicamente penalizzati da dinamiche di spopolamento e marginalizzazione infrastrutturale.
  • Tra questi:

    • Caltagirone (608 m): città d’arte e capoluogo del comprensorio calatino, con un centro storico di pregio e un patrimonio edilizio diffuso, spesso sottoutilizzato. La sua altitudine e la morfologia collinare la rendono compatibile con i criteri montani.

    • Licodia Eubea (630 m): già classificato come comune montano, con vocazione agroforestale e residenziale.

    • Mineo (511 m): borgo storico con patrimonio edilizio da valorizzare e potenziale turistico-culturale.

    • Vizzini (586 m): comune con forte tradizione letteraria e paesaggistica, adatto a interventi di rigenerazione urbana.


Questi territori, già classificati come montani secondo i dati ISTAT e le precedenti normative, potrebbero beneficiare direttamente delle nuove misure, una volta confermata la loro inclusione nella lista ufficiale. 

Il ruolo dell’APPC.

Come Associazione della Proprietà Edilizia, ci impegniamo a monitorare l’attuazione della legge, a fornire assistenza ai nostri iscritti e a promuovere proposte migliorative.

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