Piano casa e taglia affitti: un miliardo agli immobili
Nell’ultima versione del decreto sulla Pubblica amministrazione entra anche un nuovo piano di investimenti per la valorizzazione del patrimonio pubblico.
L’obiettivo è duplice. Si tratta infatti di creare alloggi per accogliere, a canoni accessibili, i dipendenti (pubblici e privati) che si trasferiscono per ragioni di lavoro, principalmente al Nord; ma anche di ridurre le locazioni passive delle amministrazioni pubbliche, voce di costo spesso finita nel mirino delle spending review con alterno successo, e di rispondere a esigenze allogiative temporanee, per esempio quelle di militari e forze dell’ordine chiamate a concentrarsi per un periodo nelle città sede di grandi eventi.
Motore di questo piano saranno le risorse degli «gli enti pubblici di natura assicurativa o previdenziale», cioè essenzialmente di Inps e Inail. Gli istituti, in particolare il secondo visto l’assetto consueto dei bilanci, saranno chiamati a investire fra 2025 e 2027 «fino al quaranta per cento del piano di impiego dei fondi disponibili» nella sottoscrizione dei fondi immobiliari chiusi promossi dagli enti territoriali o dalla Pubblica amministrazione centrale (il riferimento è agli strumenti finanziari previsti dall’articolo 33 del Dl 98/2011).
In gioco secondo le prime stime ci sono circa 300 milioni all’anno, ma il conto potrebbe essere aggiornato al rialzo e quindi superare il tetto del miliardo in un orizzonte triennale.
Queste risorse serviranno a finanziare la valorizzazione di immobili pubblici che oggi sono poco o per nulla utilizzati, ma che per essere messi sul mercato hanno bisogno ovviamente di interventi di recupero e ristrutturazione spesso importanti.
Il meccanismo è flessibile, perché a seconda dei casi potrà portare alla vendita dell’immobile, o al riutilizzo da parte dell’amministrazione pubblica. Anche, spesso, per radunare in un’unica sede di proprietà uffici sparsi e soggetti oggi al pagamento di un canone.
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