Distanze tra fabbricati: quando è ammessa la deroga? Il Notariato chiarisce.

di Settimo Claudio De Pasquale, APPC-Catania 


Distanze tra fabbricati: chiarimenti sulle deroghe secondo il Notariato

Il Consiglio Nazionale del Notariato ha pubblicato lo studio n. 227-2024/P, un approfondimento tecnico che analizza le condizioni in cui è possibile derogare alle distanze legali tra edifici, con particolare attenzione agli interventi di demolizione, ricostruzione, ampliamento e alle operazioni nei centri storici.

Partendo dall’art. 2-bis del D.P.R. 380/2001, il documento esamina le fonti normative principali — Codice Civile, legge urbanistica del 1942, D.M. 1444/1968 — e chiarisce il ruolo delle Regioni e dei Comuni nell’adattare le prescrizioni alle specificità locali.

Ricostruzione dopo demolizione: quando si può mantenere la distanza originaria

Il comma 1-ter dell’art. 2-bis consente la ricostruzione di un edificio demolito mantenendo le distanze preesistenti, anche se inferiori a quelle oggi previste. La deroga è valida solo se la nuova costruzione rispetta sagoma e sedime dell’edificio originario. In assenza di modifiche sostanziali, non è necessario alcun atto di recepimento da parte del Comune.

Ampliamenti fuori sagoma: attenzione alle regole

Gli interventi che prevedono aumenti volumetrici o modifiche fuori sagoma sono ammessi solo se la parte esistente rispetta le distanze legittime. Le nuove porzioni devono invece conformarsi alle regole ordinarie. Questo principio vale anche per i piani casa e per gli interventi agevolati dalle normative regionali.

Centri storici: prevale la tutela dell’impianto urbano

Nelle zone omogenee A e nei centri storici, è possibile mantenere le distanze esistenti per interventi di recupero, manutenzione o sostituzione edilizia, purché siano rispettati i vincoli paesaggistici e le previsioni comunali. In caso di nuove edificazioni o ampliamenti che alterano l’assetto urbano, tornano a valere le distanze minime previste dalla normativa generale.

 Lo studio del Notariato rappresenta uno strumento utile per i professionisti che operano in contesti vincolati o storici, offrendo chiarezza su un tema spesso oggetto di interpretazioni discordanti.

Per approfondimenti, APPC Catania invita  a consultare il documento completo e a valutare con attenzione le implicazioni progettuali e urbanistiche nei casi concreti.

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